Il «Guppo Guiron» si prefigge lo scopo di fornire l’edizione critica del ciclo di Guiron le Courtois nella sua interezza. Nel quadro multiforme della tradizione manoscritta dell’opera, il gruppo vuole inoltre offrire un modello ecdotico che possa rappresentare, e non escludere, la complessità della tradizione, così da dare conto dell’evoluzione diacronica del ciclo romanzesco lungo tutta l’estensione del testo.

Le ricerche di Morato sulla tradizione manoscritta del Roman de Meliadus e di Lagomarsini su quella del Roman de Guiron hanno condotto all’elaborazione di solide ipotesi stemmatiche: fondati sugli errori condivisi dei manoscritti, e con l’utilizzo delle varianti a conferma dei raggruppamenti stabiliti sulla base degli errori, i lavori degli studiosi hanno portato alla ricostruzione della genealogia dei testimoni.

Le nuove acquisizioni si sono rivelate decisive per comprendere la profonda dipendenza strutturale del testo dallo sviluppo della sua tradizione: l'edizione critica sarà dunque un sistema che si prefigge di rappresentare l'insieme della tradizione testuale per ciascuna unità del ciclo di Guiron, puntando a ricostruire, più che un originale di cui è discutibile la stessa esistenza, lo stadio più alto della tradizione che lo stemma di volta in volta consente di attingere.

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